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Ricerca dimostra: musica sempre più diffusa e...legale

Kioskea il giovedì 28 gennaio 2010 alle 10:26:18


Di Miral Fahmy
SINGAPORE (Reuters) - La musica è sempre più il passatempo preferito delle persone, che ora sono anche maggiormente disposte a pagare per poterne usufruire legalmente. E' quello che dimostra una ricerca pubblicata oggi.
La ricerca condotta da Synovate su 8.000 adulti in 13 paesi, intitolata "Music Matters", ha mostrato che il 63% degli intervistati ha scelto proprio la musica come passatempo preferito, con i brasiliani al vertice di questa classifica e gli australiani fanalini di coda. Solo il 6% ha risposto di non provare alcun interesse per la musica.
"Fin dall'inizio dell'umanità, l'uomo ha avuto sempre una passione per la musica", ha detto Steve Garton, responsabile della ricerca condotta da Synovate.
"Da quando, ancor prima di nascere, siamo strumento per controllare il battito del cuore di nostra madre fino ai primi, primitivi tamburi, l'uomo è stato da sempre programmato per avere una passione per la musica".
L'amore per la musica spinge circa quattro persone su 10 a comprare cd nei negozi, rispetto all'11%, in tutto il mondo, che ha ammesso di comprare cd pirata.
Più dei due terzi degli intervistati hanno detto che pagano per i brani che scaricano da Internet, a fronte di un 8% che paga per le applicazioni musicali sui propri cellulari.
Anche lo streaming è ormai diventato strumento diffuso, con una persona su cinque, con la Corea al vertice con il 60%, che sente canzoni in streaming su servizi legali.
Robert Alleyne, manager della Synovate in Gran Bretagna, ha anche confermato che il download illegale, pur rimanendo una piaga per l'industria della musica, è un fenomeno in calo.
"Per lungo tempo scaricare musica illegalmente era più facile e più veloce, ma oggi non è più così. E gli utenti preferiscono accedere ai servizi legali".
Non solo i consumatori accettano di pagare per le canzoni, ma sono felici di pagare per avere informazioni esclusive sui loro cantanti preferiti.
Gli americani sono quelli più disponibili a pagare per informazioni "riservate ai membri", mentre più di due terzi dei francesi hanno mostrato interesse per l'accesso ad altre produzioni degli artisti, come poesie o illustrazioni.
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© 2010 Reuters