La codifica RGB ( Red, green, blue per Rosso Verde Blu, in italiano RVB), messo a punto nel 1931 dalla Commissione Internazionale dell'Illuminazione (CIE) consiste nel rappresentare lo spazio dei colori partendo da tre raggi monocromatici di colori :
Questo spazio di colore corrisponde al modo in cui i colori sono solitamente codificati informaticamente, o più esattamente al modo in cui i tubi catodici degli schermi dei computer rappresentano i colori.
Così, il modello RGB propone di codificare su un byte ogni componente di colore, il che corrisponde a 256 intensità di rosso (28), 256 intensità di verde e 256 intensità di blu, ossia 16777216 possibilità teoriche di colori differenti, cioè più di quelli distinguibili dall'occhio umano (circa 2 milioni). Tuttavia, questo valore non è che teorico dato che dipende fortemente dall'hardware di visualizzazione.
Dato che la codifica RGB si basa su tre componenti che propongono la stessa gamma di valore, le si rappresenta solitamente a livello grafico con un cubo in cui ciascuno degli assi corrisponde ad un colore primario :