E' alla fine della prima guerra mondiale è apparsa impellente la necessità di criptare i messaggi (anche se le tecniche di codificazione esistevano già da molto tempo).
E' un olandese residente in Germania, il Dott. Arthur Scherbiusche mette a punto la macchina Enigma a fini commerciali, per decodificare dei messaggi.
Il modello A della macchina (Chieffrienmaschinen Aktien Gesellschaft) fu presentato nel 1923 al Congresso Postale Internazionale di Berna. Il prezzo di questa macchina all'epoca (l'equivalente di 30000 euro ad oggi) ne fece un puro fallimento. Ma l'idea era lanciata e la marina militare tedesca riprese il progetto nel 1925 e confidò il suo sviluppo al servizio di codificazione (Chiffrierstelle) del ministero delle guerra tedesco. Il modello Enigma M3 fu infine adottato dalla Wehrmacht (l'esercito tedesco) il 12 gennaio 1937.
Quello che i tedesci ignoravano, è che i servizi di controspionaggio francesi e polacchi lavoravano a loro volta dal 1930 ad un metodo di decodificazione. Il Comandante Gustave Bertranddei servizi segreti francesi, recrutò a questo scopo Hans Thilo Schmidt(nome in codice Asche), che lavorava all'epoca per la Chiffrierstelle.
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Allo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939, gli alleati sapevano decriptare i messaggi di Enigma. Il 24 luglio 1939, Marian Rejewski (responsabile diBiuro Szyfrow - il servizio europeo più avanzato nelle ricerche sulla codificazione tedesca) consegna un modello della macchina Enigma al Comandante Bertrand e a Alistar Denniston, capo del servizio di decodificazione dell' Intelligence Service (IS) britannico.
Con l'intensificarsi della guerra la frequenza delle decodificazioni aumentò. Tra i mesi di ottobre e giugno del 1939, più di 4000 messaggi cifrati furono decodificati dai servizi segreti francesi. Queste operazioni portavano oramai un nome: Operazione Z per i francesi e Code Ultra (per Ultra Secret) per gli inglesi.
Nell'agosto del 1939 gli inglesi installarono a Bletchley Park (80 Km da Londra) i servizi di Codice e di Cifra. Poco meno di 12000 scienziati e matematici inglesi, polacchi e francesi lavoravano per crackare il codice di Enigma. Fra questi matematici, troviamo uno degli inventori dell'informatica moderna: Alan Turing, che dirigeva i lavori.
I messaggi decriptati a Bletcheley Pard arrivavano su dei tapis roulant alla Huts &, poi, alla postazione per essere tradotti (due postazioni per squadra) :
I messaggi tradotti della Luftwaffe erano trasmessi ai 3A e quelli dell'esercito ai 3M (A=aviazione; M=militare). Si attribuivano in seguito deiZ in funzione dell'importanza dei messaggi (1Z: importanza bassa; 5Z: estremamente urgente). Le informazioni erano riassunte e inviate in 3 esemplari :
Gli inglesi riuscirono così a decifrare questi messaggi codificati. Solo per la Kriegsmarine (Marina militare tedesca), che usava delle misure di criptaggio diverse, la decodificazione risultò più difficile. La cattura sull' U-110 di un'Enigma e soprattutto le sue istruzioni permisero un progresso importante. Questo permetteva di conoscere le posizioni dei sottomarini e di ridurre l'affondamento di navi dai U-Boot (cfr: il film U-571).
Il 1 febbraio 1942, il modello Enigma M4 fu messo in servizio. Per undici mesi, gli alleati non riuscirono a decriptare nessun messaggio.
Durante tutta la guerra, furono decriptati più di 18 000 messaggi al giorno, e permisero alle forze alleate di conoscere le intenzioni della Germania. L'ultimo messaggio cifrato fu trovato in Norvegia, firmato dall' Ammiraglio Doenitz : « il Führer è morto. Il combattimento continua ». I tedeschi non hanno mai dubitato che la loro preziosa macchina potesse essere decriptata.
Fonte :
Enigma possedeva un funzionamento particolarmente semplice : l'oggetto era dotato di una tastiera per la redazione del messaggio, di differenti rotello per la codificazione, e infine di una tabella luminosa per il risultato.
Alla pressione di un tasto della tastiera, una lettera del pannello luminoso si accendeva. Vi erano 3 rotelle di codificazione, dette « Brouilleur Rotor », che collegavano la tastiera al pannello luminoso.
Ad esempio, con un solo rotor, quando si preme su B la corrente passa dal rotor e illumina A sul pannello luminoso :
Per rendere più complessa la macchina, ad ogni pressione su un bottone, il rotor gira di un CRAN. Dopo la prima pressione si ottiene quindi:
Secondo i modelli (M3 o M4), il sistema era munito di 3 o 4 rotor. I secondi e i terzi rotor avanzavano di un CRAN quando il precedente faceva un giro completo. Vi era inoltre una tabella di connessione che mischiava le lettere dell'alfabeto e un riflettore che faceva ripassare la corrente nei rotor prima della visualizzazione.
Alla fine, per le macchine Enigma equipaggiate di 26 lettere, vi erano 17 576 combinazioni (26x26x26) legate all'orientamento di ciascuno dei tre rotor, 6 combinazione possibili legate all'ordine nel quale sono disposti i rotor, cioè 100 391 791 500 collegamenti possibili quando si collegano le sei paia di lettere nella tabella di connessione: 12 lettere scelte tra 26 (26! /(12!14!)), poi 6 lettere tra 12 (12!/6!), e poiché alcune paia sono equivalenti (A/D et D/A), bisogna dividere per 26.
Le macchine Enigma possono quindi codificare un testo secondo 1016 (17 576 * 6 * 100 391 791 500) combinazioni diverse!
I polacchi inventarono « la Bomba » (ribattezzato più tardi « Ultra ») che permetteva di conoscere i settaggi Enigma. Purtroppo, a partire dal 1938, fu l'operatore stesso a stabilire i settaggi. Per rimediare a questo problema, i polacchi trovarono la soluzione: ogni messaggio conteneva sia una ripetizione di parole sia delle parole ricorrenti (dette « femmine »).
Questo era un indice riferito al nucleo (settaggio di base dei rotor). Per scoprire questo settaggio, i polacchi usavano allora la « Griglia » (schede perforate corrispondenti a tutte le permutazioni del nucleo). Queste carte erano impilate le une sulle altre rispetto alla posizione dei « femmmine ».
Si trattava allora di cercare il punto in cui una serie di perforazioni si ricoprivano dall'alto al basso della pila.
Articolo scritto da Jean-François PILLOU et Sébastien DELSIRE