Con la definizione « Correnti Portatrici in Linea' » si intendono tutte quelle tecnologie che puntano a far passare un'informazione a banda passante a basse o altre prestazioni su linee elettriche utilizzando delle tecniche di modulazione avanzate.
Secondo i paesi, le istituzioni, le società, le correnti portatrici in linea si trovano con molteplici e differenti parole chiave :
La tecnologia su correnti portatrici in linea esiste da tempo, ma per lungo tempo non è stata utilizzata che su banda a bassa prestazioni per delle applicazioni di telecomandi di collegamento, illuminazione pubblica e domotica.
La banda ad alte prestazioni su CPL è cominciata solo alla fine degli anni 90 :
Attuando la tecnologia CPL a capacità elevata, è possibile far passare dei dati informatici sulla rete elettrica, e quindi estendere una rete locale esistente o condividere un accesso internet esistente attraverso le prese elettriche grazie alla sistemazione di prese specifiche.
Il principio delle CPL consiste nel porre sopra al segnale elettrico di 50 Hz un altro segnale con una frequenza più alta (banda da 1,6 a 30 Mhz) e con energia debole. Il secondo segnale si propaga sull'installazione elettrica e può essere ricevuto e decodificato da remoto. Così il segnale CPL è ricevuto da tutti i ricevitori CPL che si trovano sulla stessa rete elettrica.
Un accoppiatore integrato posto all'entrata dei ricevitori CPL elimina le componenti a bassa frequenza prima del trattamento del segnale.
Tutte le tecnologie che operano su una banda di frequenza definita devono rientrare in un quadro giuridico. Le reti CPL sono allo stesso tempo delle reti elettriche e delle reti di telecomunicazione, il che significa che le autorità hanno delle difficoltà a definire la loro situazione giuridica. Inoltre, non esiste ancora una regolamentazione precisa per le apparecchiature e le reti CPL. I lavori sono in corso, soprattutto con il PLC Forum e l'ETSI, ma i risultati non sono ancora stati resi pubblici.
Così la realizzazione di reti CPL è libera per quanto riguarda le installazioni su computer privati (dette « Indoor » o « InHome »), con riserva di non nuocere, nel qual caso il materiale sarà ritirato. Rispetto alle installazioni esterne (dette « outdoor ») dove si immette il segnale a livello del trasformatore HTA/BT per la creazione di circuiti elettrici locali, bisogna richiedere un'autorizzazione di sperimentazione presso l'ART dato che la tecnologia non è ancora pronta e le norme non ancora pubblicate.
Esiste un solo standard ed è americano: lo standard Homeplug V1.0.1. E' uno standard che riguarda solo le installazioni « indoor » e che non è inter-operativo con le soluzioni « outdoor » esistenti attualmente. Altri standard dovrebbero arrivare fra qualche mese o anno.
N.B. : Tutte le apparecchiature commercializzate attualmente al pubblico sono prodotti « Homeplug ».
Articolo scritto da Françoise Cacciaguerra – Novembre 2003